In Europa primo caso di Vaiolo delle Scimmie: malattia africana importata da migrazioni e turismo di massa

In Europa primo caso di Vaiolo delle Scimmie: malattia africana importata da migrazioni e turismo di massa

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In Europa primo caso di Vaiolo delle Scimmie: malattia africana importata da migrazioni e turismo di massa

Da qualche tempo media e attenzione degli addetti ai lavori si concentrano sul virus del vaiolo delle scimmie: ora l’allarme arriva a coinvolgere direttamente l’Europa, in particolare la Gran Bretagna, dove è appena stata confermata l’esistenza di un primo caso di un paziente proveniente dalla Nigeria e ricoverato a Londra.

Primo caso di vaiolo delle scimmie in Gran Bretagna

Dunque è allarme in Gran Bretagna per il primo caso di vaiolo delle scimmie, in un paziente proveniente dalla Nigeria. Si tratta, come riferiscono i media britannici, del primo caso di questa malattia registrato finora in Europa. La rara malattia virale sarebbe stata riscontrata sabato scorso in un ufficiale della Marina nigeriana di stanza presso una base navale in Cornovaglia. Gli esperti di Public Health England ritengono che l’uomo abbia contratto il virus in Nigeria, prima di intraprendere il suo viaggio. Il paziente è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive del Royal Free Hospital di Londra. Le autorità sanitarie, riferisce l‘Independent, spiegano che il vaiolo delle scimmie non si trasmette facilmente e che la maggior parte dei pazienti si riprende in poche settimane, ma in alcuni casi può manifestarsi in modo molto grave.

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Vaiolo delle scimmie: questi i sintomi

I sintomi iniziali includono febbre, mal di testa, dolori muscolari, linfonodi ingrossati e spossatezza. In un secondo tempo si manifesta un rush cutaneo, con bolle che compaiono inizialmente sul viso, prima di propagarsi sul resto del corpo. Le autorità sanitarie stanno raggiungendo i contatti dell’uomo: fra gli altri, anche le persone che erano con lui sul volo dalla Nigeria. La malattia, identificata per la prima volta nell’uomo nel 1970, nella Repubblica Democratica del Congo, si è poi diffusa nel continente africano, attraverso scimmie infette, ma anche scoiattoli e altri roditori. “Il vaiolo delle scimmie – spiega Michael Jacobs del Royal Free Hospital – è in molti casi una condizione che si risolve da sola e non ha effetti a lungo termine».

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