Profugo rivela: “In Italia ci sono talmente tanti africani che stiamo come a casa!”

Profugo rivela: “In Italia ci sono talmente tanti africani che stiamo come a casa!”

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Profugo rivela: “In Italia ci sono talmente tanti africani che stiamo come a casa!”

“Siamo in Italia ma sembra di essere tornati in Africa”. I rifugiati sudanesi sfrattati lo scorso luglio dall’immobile che occupavano abusivamente in via Scorticabove, a Roma, esigono una casa a spese degli italiani, e dal quel giorno dormono accampati lungo le strade di San Basilio, alla periferia Est di Roma.
Sono circa una sessantina, tutti maschi rifugiati politici dal Darfur che vivono in Italia da tredici anni. Da tredici anni mantenuti! Intanto la guerra nel Darfur è finita nel 2010. Ma loro rimangono qui. E ci portano l’Africa, parole loro.

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Lo scorso 5 luglio, è arrivata la notifica di sfratto dell’ufficiale giudiziario per morosità e, da quel giorno, i sudanesi si sono trasferiti nei dintorni dell’ex centro, con tende e materassi. A fornirgli giornalmente gli aiuti sono alcune associazioni umanitarie e Ong, tra cui il famigerato Baobab, noto per avere trafficato quelli della Diciotti verso Ventimiglia ed avere ospitato diversi delinquenti in quel di Roma.

“Tutti noi abbiamo lo status di rifugiati ma stavamo male anche quando c’era la cooperativa. Avevamo piatti e posate ma non ci davano il cibo. Ora qui non c’è lavoro, ma non posso né tornare al mio Paese né lasciare l’Italia per colpa di Dublino”, racconta tal Hamid, un sudanese approdato in Italia nel 2008. Alcuni suoi amici “lavorano nelle bancarelle” mentre hanno altri hanno lasciato via Scorticabove per andare a raccogliere i pomodori in Sicilia. Ma la maggior parte degli sfollati vive buttata per strada, passando il tempo dentro il bar più vicino. “Quando dobbiamo usare il bagno ci facciamo offrire un caffè e andiamo lì”, dice un altro profugo.

Michela Esposito, presidente del Comitato di quartiere di Settecamini: “Ci troviamo in una zona piena di problemi e carenze: sia a livello di servizi che di presidi di sicurezza”. E aggiunge: “La scuola di mio figlio è vicina a via Scorticabove ma anche all’ex fabbrica di penicillina, occupata da anni da centinaia di stranieri, ed è continuamente presa di mira con furti e atti vandalici”. I residenti, quindi, si sentono circondati dal degrado. “L’altro giorno ero in macchina con mio figlio e sono passata per via Scorticabove, perché la Tiburtina era trafficata, e uno degli accampati era nudo e si stava tranquillamente vestendo all’aria aperta. Spesso vediamo migranti che si lavano alle fontanelle e urinano nei parchi: è un continuo”, racconta ancora la presidente del Comitato.

 

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