Maxi retata a casa di Don Biancalani: beccato ad ospitare 60 profughi irregolarmente

Maxi retata a casa di Don Biancalani: beccato ad ospitare 60 profughi irregolarmente

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Maxi retata a casa di Don Biancalani: beccato ad ospitare 60 profughi irregolarmente

Polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza, Asl, ispettorato del lavoro e vigili del fuoco. Decine di uomini ieri sera hanno controllato a tappeto la struttura di Vicofaro in seguito all’esposto di duecento cittadini contro il business dell’accoglienza messo sù da don Massimo Biancalani.

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I controlli sono andati avanti per un paio d’ore e si sono concentrati su diversi aspetti.

Le forze dell’ordine hanno verificato ad esempio che non ci fossero clandestini chiedendo i documenti a diversi migranti, i vigili del fuoco si sono occupati degli aspetti legati alla sicurezza delle strutture, la polizia municipale ha controllato il rispetto dell’ordinanza del Comune che aveva sancito la non idoneità delle strutture di Vicofaro all’accoglienza di un alto numero di senzatetto (attalmente ce ne sono 60, 15 dormono in chiesa), gli ispettori del lavoro e la guardia di finanza si sono invece concentrati sull’attività della pizzeria abusiva e su chi ci lavora.

L’esposto dei cittadini si concentrava sui problemi di convivenza creati dall’attività di don Massimo e chiedeva verifiche sulla regolarità delle strutture e sulla presenza di un così alto numero di migranti. Inoltre i cittadini hanno scritto che ci sono ragazzi che fanno i loro bisogni all’aria aperta, che alcuni genitori hanno cominciato ad andare a riprendere i figli a scuola perché hanno paura e hanno chiesto verifiche sull’identità di chi è ospitato a Vicofaro mettendo nel mirino il sacerdote.

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